Parassiti intestinali: cosa dice la scienza, come si scoprono davvero, quando andare dal medico
Ciao, sono Vittoria.
Se sei arrivata qui hai cercato «parassiti intestinali», e probabilmente hai già letto di tutto: chi dice che li abbiamo tutti, chi vende pulizie miracolose, chi ti mostra foto.
Io faccio la Dottoressa in Farmacia e sono cresciuta in un'erboristeria dove questo argomento è di casa da quarant'anni. Ti racconto come stanno le cose, con le fonti, e poi ti dico cosa faccio io.
Quali parassiti girano davvero in Italia
Meno di quanti ti hanno fatto credere, e con nomi precisi. In Italia e in Europa i nomi che contano sono quattro.
Gli ossiuri, i «vermi dei bambini». Sono il verme intestinale più comune nei paesi come il nostro, si prendono per via oro-fecale (mani, giocattoli, lenzuola) e girano soprattutto in asili e scuole, ma gli adulti non sono immuni.
Il segno che li tradisce è uno: prurito anale di notte, quando la femmina esce a deporre le uova (ISSalute, Istituto Superiore di Sanità).
La giardia, un protozoo che vive nell'acqua. Si prende bevendo o lavando il cibo con acqua non sicura, spesso in viaggio o da una fontana di montagna.
È la parassitosi da acqua e cibo più segnalata in Europa: quasi 11.000 casi confermati nel 2022 tra Unione europea e Spazio economico europeo, con il tasso più alto nei bambini sotto i quattro anni (ECDC, rapporto 2022).
I sintomi non sono vaghi: diarrea grassa e giallastra, dolori, perdita di peso, e possono durare settimane (EpiCentro ISS).
La tenia, il verme solitario. Arriva dalla carne di manzo o di maiale cruda o poco cotta. Il più delle volte non dà nessun sintomo, e ci si accorge di lei vedendo i segmenti (ISSalute).
Blastocystis, il più discusso. In uno studio francese su 788 persone era presente in quasi una su cinque, e più o meno con la stessa frequenza in chi aveva disturbi e in chi stava benissimo.
La scienza non ha ancora deciso se sia un ospite innocuo o no (El Safadi e colleghi, BMC Infectious Diseases 2016).
Come si scoprono davvero
Non a occhio e non da una foto: con esami semplici che ti prescrive il medico.
Per gli ossiuri c'è lo scotch test: un pezzo di nastro adesivo trasparente sulla pelle intorno all'ano, la mattina prima di lavarsi, per tre giorni di fila, poi al laboratorio. L'esame delle feci per loro è inutile, lo scrive l'Istituto Superiore di Sanità.
Per la giardia e gli altri c'è l'esame parassitologico delle feci, ripetuto su tre giorni diversi perché il parassita non si vede sempre, oppure il test dell'antigene.
Se l'esame è positivo, la cura è un farmaco, e te lo prescrive il medico.
Per gli ossiuri di solito si tratta tutta la famiglia e si ripete dopo due o tre settimane. È una cura corta, e funziona.
Su questo non ho mai avuto dubbi, e chi viene da me lo sa: se serve il farmaco, si prende il farmaco.
Quello che le pulizie da social non ti dicono
Le vedi ovunque: «il 90% delle persone ha i parassiti», «guarda cosa esce dopo tre giorni», il flacone in offerta con il contatore che scende.
Nessuna «pulizia» in commercio ha mai dimostrato di eliminare un parassita, e i medici lo dicono chiaramente (Cleveland Clinic).
Quello che la gente fotografa nel water dopo una pulizia aggressiva, spiegano i medici dell'Università della Virginia, è muco e rivestimento intestinale smossi dai lassativi, non un verme.
E saltare la diagnosi per comprare un flacone su un sito senza nome è il modo migliore per curare una cosa che non hai e ignorare quella che hai.
Questo te lo dovevo dire prima di tutto il resto, perché anch'io vendo un percorso che nel nome ha la parola «antiparassitario». E proprio per questo voglio essere chiara su cosa fa e cosa non fa.
E se l'esame è negativo?
Molte di quelle che cercano «parassiti» su Google non hanno un parassita: hanno una pancia che la sera sembra di un'altra persona, gorgoglii dopo cena, un intestino imprevedibile, una stanchezza che il sonno non ripara.
Sono disturbi veri, che non sono una malattia e che un gesto isolato non sistema. E chi li ha, di solito, ha già provato di tutto: fermenti, carbone, tisane, sempre una cosa alla volta e sempre da capo.
Qui entra il mio lavoro, ed è un'altra strada, che cammina accanto a quella del medico.
Nella tradizione erboristica, prima ancora del disturbo, si guarda al terreno: l'ambiente intestinale, com'è e come lo tratti. Un intestino che digerisce bene, che elimina i gas, con un fegato che fa la sua parte e i liquidi che circolano, è un terreno diverso.
Le nonne lo sapevano senza bisogno di studi, e per questo due volte l'anno, a primavera e in autunno, facevano il loro giro di piante amare: assenzio, noce nera, tanaceto.
Il mio Protocollo Antiparassitario nasce da lì, dall'erboristeria di mio padre: otto settimane, cinque formulazioni Merlino che lavorano insieme, un libro che ti dice cosa prendere e quando, e mezz'ora con me in videochiamata per adattarlo a te.
Si chiama così perché è il nome con cui l'ho sempre sentito chiamare in negozio, dalle signore che venivano a chiederlo ai cambi di stagione.
Non elimina i parassiti, e non te lo dirò mai: per quello c'è il farmaco. È pensato per il terreno, la parte che resta tua, con o senza esame, e che nessuno ti sistema in tre giorni.
Ed è un percorso per adulti: per i bambini c'è il pediatra, e basta lui.
Io lo faccio due volte l'anno, tra la primavera e l'estate e tra l'autunno e l'inverno.
Se ti riconosci nella pancia della sera e nei tentativi isolati, è il momento giusto per leggere la scheda completa: ci trovi le dosi, cosa aspettarti settimana per settimana, a chi non lo consiglio e cosa dicono le persone che seguo.
Se invece hai febbre, sangue, un dolore che non molla o perdi peso senza volerlo, la scheda la leggi dopo: prima il medico, e subito.
Un abbraccio,
Vittoria
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la diagnosi, la terapia o il parere del medico. Le informazioni sui parassiti intestinali sono tratte dalle fonti linkate nel testo. I prodotti MERLINO sono integratori alimentari: non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia, e non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.